XII Incontro dei Presidenti dei CdL in Turismo

  • Venerdì 17 marzo, Sala Foyer

    ore 15.00-17.00

    Dodicesimo Incontro dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Turismo

    in collaborazione con
    SISTUR Società Italiana di Scienze del Turismo

    indirizzo di saluto
    Antonio Giusti Presidente SISTUR

    interviene
    Francesco Palumbo Direttore Generale Turismo MiBACT
    sul tema “Le attività dedicate alla ricerca internazionale da parte delle Università”

    Scarica il documento finale a cura della Sistur in occasione del dodicesimo Incontro

     


     

    Negli ultimi decenni il turismo è diventato uno dei settori trainanti per l’economia mondiale e per il nostro Paese anche in considerazione della migliore qualità della vita, dell’aumento del tempo libero e della facilitata mobilità geografica.
    Il turismo oggi può davvero contribuire allo sviluppo dell’occupazione, ma ha l’obbligo di perseguire la migliore formazione e qualificazione delle risorse per un mercato sempre più esigente e competitivo.
    In questi anni anche il sistema universitario italiano è mutato profondamente.
    A seguito del decreto del MIUR del 4/8/2000 l’offerta formativa dedicata al turismo ha visto una crescita esponenziale fino ai 105 corsi di laurea nell’anno accademico 2006/2007 (76 di I livello e 29 di II livello) oltre a 40 master.
    Poi, il decreto 270 del 22/10/2004 ha introdotto il nuovo Regolamento sull’autonomia didattica degli Atenei, mentre il successivo del 16/3/2007 ha ridefinito le classi di laurea, modificando numero di esami e di crediti, imponendo requisiti strutturali e fissando il minimo garantito dei docenti di ruolo per addivenire ad una riduzione del numero dei corsi di studio e per assicurare il contributo di un numero maggiore di docenti, una migliore qualità e una stabilità nel tempo dei percorsi.
    L’obiettivo era di innescare una diversa dinamica nella competizione fra gli atenei e di raggiungere elevati livelli di qualità.
    La riforma ha visto la sua attuazione a partire dall’anno accademico 2008/2009 per essere a regime entro il 2010/2011, affinché le Università potessero rimodulare i percorsi formativi rispetto alle nuove classi (classe L-15 Scienze del turismo per il I livello; classe LM-49 Progettazione e gestione dei servizi turistici per il II livello).

    Per l’anno accademico 2009-2010 sono stati attivati nelle università italiane:

    • 22 corsi di laurea triennale appartenenti alla classe delle lauree L-15 scienze del turismo e alla ex 39
    • 16 corsi di laurea triennale in materia turistica appartenenti a diverse classi di laurea (scienze dell’economia e della gestione aziendale L-18 e 17; scienze economiche L-33)
    • 18 corsi di laurea magistrale appartenenti alla classe LM-49 e alla ex 55/S
    • 7 corsi di laurea magistrale in materia turistica appartenenti a diverse classi di laurea (scienze dell’economia LM 56; scienze economico-aziendali LM 77; scienze economiche per l’ambiente e la cultura LM 76 e 83/S)

     

    L’offerta di formazione post-universitaria in turismo da parte delle università registra:

    • 15 master di I livello
    • 3 master di II livello

     
    In definitiva, dal 2006 al 2009 l’offerta dedicata al turismo passa da 105 corsi di laurea a 61, con una riduzione soprattutto generata dalle lauree triennali che passano da 76 a 36.
    Nell’anno 2008/2009 gli studenti iscritti ai corsi in turismo risultavano essere 29.264 (1,65% del totale), di cui 26.653 (circa il 91%) ai corsi di I livello; gli immatricolati invece sono stati circa 5.754 con un calo del 6%.

    Il 70% degli studenti in turismo è rappresentato dalle donne (% superiore alla media nazionale del 57%). Dal punto di vista del percorso formativo precedente l’Università, il 52% degli immatricolati in turismo nel 2007/2008 proviene da istituti tecnici (27%) o professionali (25%), mentre la media generale è del 33%; inoltre solo il 25% ha un diploma di liceo (scientifico 14%, linguistico 7%, classico 4%) contrariamente alla media generale del 52%.

    L’Italia è agli ultimi posti tra i paesi UE per numero di laureati rispetto agli occupati nel settore alberghi e ristoranti (appena lo 0,8% rispetto alla media nazionale del 10,6%)
    FareTurismo attraverso l’annuale “Incontro dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Turismo” vuole favorire il confronto costante e costruttivo tra mondo accademico e associazioni di categoria del comparto alberghiero e dell’intermediazione perché vi sia collaborazione nell’individuare le specificità dei percorsi formativi e delle professionalità attese in uscita dai corsi di laurea.

    Dopo il “Primo Incontro” nel 2006, le considerazioni scaturite in occasione del “Secondo Incontro” nel 2007, grazie al contributo scientifico del Centro Studi del Touring Club Italiano e alla qualificata partecipazione dei rappresentanti di venticinque atenei e dei vertici nazionali di Aica, Assotravel e Fiavet furono le seguenti:

    • lo scarso orientamento all’utilizzo di laureati è dovuto alla dimensione delle strutture, alla loro gestione familiare, alla limitata presenza di forti gruppi e catene alberghiere;
    • il sistema formativo rischia di dare troppe opzioni e poca pratica;
    • occorre attentamente comunicare le reali prospettive di lavoro senza generare false aspettative;
    • le pubbliche amministrazioni sono datate per procedure e competenze oltre che lontane dal mondo delle imprese;
    • il sistema formativo già così frammentato è poco orientato al saper fare e la corsa all’alta formazione distoglie dall’attenzione che occorre sempre prestare alla cultura di base;
    • il dialogo continua a essere carente tra mondo accademico e imprese.

     


     

    Nel “Terzo Incontro” del 2008 FareTurismo ha rilanciato l’impegno a trovare soluzioni condivise e strumenti efficaci attraverso la realizzazione di un “Osservatorio Nazionale sui fabbisogni professionali del turismo” invitando tutti i protagonisti (Istituzioni, Enti Locali, Università, Associazioni di categoria, Camere di Commercio e Imprese) ad assicurare conoscenze e competenze utili in prospettiva per la rinnovata offerta formativa, il lavoro e le professioni. Inoltre, è stata condivisa da tutti la necessità di una Conferenza permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea e di ampliare le occasioni di confronto partendo dalla esperienza più che positiva del consolidato FareTurismo.
    Internazionalizzazione dell’offerta formativa con la creazione di scambi culturali con le realtà accademiche europee, identificazione più certa degli argomenti dei corsi di laurea, innovazione dei percorsi con più alta formazione e competenza significativa dei formatori, gli altri punti critici evidenziati dai numerosi interventi. Su tutti, la consapevolezza di dover lavorare sulle Istituzioni, Ministero in primis, per una maggiore spendibilità delle lauree nel settore pubblico. Si è anche sottolineato quanto sia elevato il tasso di “mortalità dei corsi di master”, mentre solo il 67% delle lauree magistrali prevede un periodo obbligatorio di stage.

     


     

    Nel “Quarto Incontro” del 2009, alla luce della riprogettazione di tutti i corsi di laurea tra il 2008 e il 2010, è stata evidenziata l’attività svolta dalle Università al fine di uniformare e razionalizzare, attraverso un coordinamento con le parti sociali, i comitati di indirizzo e il mondo professionale territoriale, le offerte formative dei corsi presenti sul territorio nazionale (come previsto dalla legge 270), strutturando percorsi che sfruttino al massimo le attività di orientamento e in particolare i tirocini, primo passo verso l’attività lavorativa.

    Le organizzazioni di categoria hanno posto l’accento, alla luce dell’attuale situazione di crisi, sulla necessità di laureati multicompetenti (piuttosto che iperspecializzati), duttili, con una visione d’insieme della filiera turistica e spiccate capacità operative.

    Spesso coloro che escono dalle Università non hanno la percezione complessiva dell’intero sistema e delle problematiche connesse; inoltre, hanno poca capacità di adattamento e aspettative troppo alte rispetto alle reali esigenze delle aziende turistiche in generale e di quelle alberghiere in particolare dove i profili ricercati non sono solo di top management, ma anche più bassi: dal responsabile booking al manager.

    La difficoltà di inserimento dei laureati è dovuta anche alle dimensioni delle aziende presenti sul territorio italiano, spesso medio-piccole e a conduzione familiare, incapaci di assorbire i flussi in uscita dalle Università.
    Ciò significa ampliare gli orizzonti, anche oltre il livello nazionale, e avere una visione sistemica del turismo, dove oltre alle figure tradizionali, che necessitano di competenze di base e tecniche, possono essere inserite nuove professionalità ancora non riconosciute, in grado di offrire ulteriori sbocchi ai neolaureati.

    Le attività che FareTurismo ha intrapreso nel favorire il confronto tra mondo accademico e mercato del lavoro ha trovato concretizzazione nell’intuizione da parte del ministro Brambilla di costituire nell’aprile 2009 il Comitato Ministeriale per la Razionalizzazione della Formazione Turistica e la Promozione della Cultura dell’Ospitalità, composto da accademici ed esperti del settore provenienti da tutta Italia, volto ad affrontare le principali problematiche inerenti la formazione e a valutare l’ipotesi di creare un “Centro nazionale per l’alta formazione” da presentare al vaglio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

     


     

    Nel “Quinto Incontro” del 2010 si è sottolineato che l’offerta turistica italiana è una realtà complessa, fatta di tante microimprese, di un numero esiguo di grandi catene alberghiere e con una struttura dell’intermediazione (tour operator e agenzie di viaggi) con una vocazione all’outgoing.
    Altro aspetto migliorabile è quello retributivo, in quanto molte figure professionali – a parte una limitata fascia di management – non ricevono stipendi “accattivanti”. Inoltre, la stagionalità è ancora un fenomeno molto forte. Non da ultimo resta il problema dell’assenza di un “ponte” efficiente tra mercato del lavoro e mondo della formazione.
    Coinvolgere nelle docenze esperti esterni provenienti dal mondo delle professioni, impedire la fuga di cervelli verso l’estero e soprattutto creare un riferimento nazionale per i laureati in uscita sono solo alcune delle linee guida emerse nell’incontro.
    L’importanza di una formazione professionalizzante per coloro che operano nel settore è stata evidenziata negli interventi che si sono succeduti.
    Controverso il problema del placement all’interno degli atenei che non trova standard omogenei in tutte le facoltà.
    Tanti hanno rimarcato una spiccata evoluzione del sistema universitario non solo per quanto concerne l’ampliamento delle materie di insegnamento, ma anche per la sperimentazione di nuove strade che facilitino l’accesso al lavoro ai neolaureati. In alcuni casi sono le imprese a non riuscire a evolversi con la stessa velocità, rimanendo ancorate a stereotipi superati.
    Dunque l’importanza di iniziative concrete come l’inserimento di professionisti nella didattica, l’attivazione di progetti di ricerca applicata, l’organizzazione di Career Day con i manager delle aziende.

     


     

    Nel Sesto Incontro del 2011 (svolto in occasione della prima edizione a Roma di FareTurismo Italia) sull’attuale offerta formativa e gli sbocchi professionali dei percorsi già attivati, oltre che sulla loro effettiva spendibilità sul mercato del lavoro si sono confrontati i Presidenti dei Corsi di Laurea e Master con le Organizzazioni Nazionali di Categoria. “In un mondo in cui la concorrenza sul fronte turistico è esasperata, vista anche la crescita esponenziale dei Paesi a vocazione turistica, fare turismo – ha dichiarato Roberto Corbella Presidente ASTOI Federturismo Confindustria – vuol dire avere una capacità di differenziarsi, riuscendo a sfruttare tutte le opportunità esistenti che devono, però, essere presentate con professionalità e con la capacità di esaltare il rapporto costo-benefici, oggi più che mai richiesto dal mercato. Non è più epoca per improvvisarsi operatori turistici, ma è necessaria una formazione approfondita e ad ampio spettro”. Dello stesso avviso Nicola Boccella Presidente della SISTUR Società Italiana di Scienze del Turismo e Presidente CdL in Scienze Turistiche Sapienza Università di Roma “I Corsi di Laurea in Scienze del Turismo devono rispondere in modo puntuale alla domanda di competenze proveniente dall’industria turistica. Si tratta, come è intuitivo, di una domanda di competenze in continua evoluzione anche per l’accentuata competitività che si registra a livello internazionale. In quest’ottica uno degli obiettivi dei Corsi di Laurea è affiancare all’indispensabile formazione sul lavoro una formazione di base per il lavoro. Rientra, pertanto, in questo quadro l’attività di stage, ma soprattutto l’insegnamento di discipline quali l’economia del turismo, il marketing, la sociologia e l’antropologia del turismo, la legislazione del settore con particolare attenzione agli aspetti giuslavoristici”.

     


     
    Nel “Settimo Incontro” del 2012 sono state affrontate le seguenti tematiche:

    • quale futuro per i corsi di laurea in turismo;
    • il riconoscimento del titolo;
    • il coordinamento tra i corsi di laurea;
    • quanto inciderà il nuovo modello di valutazione sulla programmazione;
    •  la nuova offerta formativa post diploma degli Istituti Tecnici Superiori genera concorrenza?;
    •  le competenze dei laureati e le aspettative da parte delle aziende.

     


     

    Nell’Ottavo Incontro” del 2013 sono state affrontate le seguenti tematiche:

    • il punto sull’Alta Formazione in Turismo – Offerta, Mercato, Professioni;
    •  l’offerta attuale e la ridefinizione in atto (certificazioni ANVUR), riconoscimento e accessi alle professioni;
    • domanda del mercato e novità nell’innovazione.

     


     

    Nel Nono Incontro” del 2014 sono state affrontate le seguenti tematiche:

    • effettiva spendibilità del titolo di Dottore in Scienze;
    • integrazione Università-mondo del lavoro in ambito didattico;
    • Riforma Fornero e regolamentazione;
    • profilo dei laureati e potenziamento Corsi post-lauream di specializzazione;
    • riqualificazione e competitività del settore;
    • auto-impresa.

     


     

     Nel Decimo Incontro” del 2015 sono state affrontate le seguenti tematiche:

     

    1)  Anagrafe MIUR corsi di laurea triennale, magistrali e master universitari: il punto della situazione
    –      I numeri: tenuta dei corsi di laurea
    –      Accorpamenti interclasse e interdipartimentali: tendenze in atto
    –      Progetti innovativi
    2)  Visibilità dei corsi di laurea triennali e magistrali di turismo
    –      presso le istituzioni del territorio (Regioni, Comuni)
    –      presso le aziende
    –      iniziative in atto
    3)  Efficacia professionalizzante e impatti sul mondo del lavoro
    –      I numeri: laureati occupati
    –      loro presenza in ambiti coerenti con il profilo formativo
    –      iniziative in atto

     


     

    Nel “Undicesimo Incontro” del 2016 sono state affrontate le seguenti tematiche:

    • eterogeneità dei curricula (e delle aree disciplinari interessate);
    • mancato riconoscimento legale delle lauree in classe L15 e, soprattutto, in classe L49, non chiaro ruolo dei diversi livelli di titolo, master inclusi;
    • come gli imprenditori identificano le caratteristiche da loro ritenute più importanti nella scelta dei laureati da assumere nelle loro imprese (non chiara differenziazione fra i livelli di laurea, la scarsa rilevanza del voto finale, l’importanza delle esperienze lavorative, inclusi i tirocini, e la buona conoscenza della lingua; le lauree di ambito turistico sono considerate positivamente, anche se, in base al profilo richiesto, subiscono la “concorrenza” di lauree più legate alla specifica area aziendale presa in esame dall’indagine – amministrazione, marketing, risorse umane, ricevimento, commerciale);
    • problema di “riconoscibilità” del titolo acquisito, in un mercato del lavoro che promuove le abilità nell’ambito economico e gestionale;
    • criteri di ammissione, in genere tenuti bassi, con possibili effetti sulla qualità della didattica (da un lato è opportuno garantire l’accesso alle lauree magistrali ai laureati di primo livello provenienti da una pluralità di corsi di studio, dall’altro si ritiene importante procedere in modo graduale, con percorsi diversificati, limitando ma definendo accuratamente le basi comuni);
    • tendenze delle iscrizioni, che non sembrano seguire il calo che si verifica in altri settori, anche se rimangono prevalenti i corsi di primo livello rispetto alle lauree magistrali (che spesso subiscono la concorrenza dei master basati su contenuti più vicini alle problematiche operative del settore).

     


     

    Nel “Dodicesimo Incontro” del 2017 sono state affrontate le seguenti tematiche:

    Nell’ambito di FareTurismo si è riunito a Roma, presso il Salone delle Fontane all’EUR in via Ciro il Grande 10/12, il Consiglio di Presidenza SISTUR allargato ai Delegati Regionali.

    La riunione dei Presidenti dei Corsi di Laurea in turismo si è tenuta il pomeriggio del 17 marzo 2017 e ha avuto tre momenti fondamentali:

    1) presentazione di una relazione sulla formazione per il turismo e di alcuni spunti di discussione da parte della prof.ssa Laura Grassini (Università di Firenze);

    2) momento di discussione dei presenti;

    3) intervento del dott. Francesco Tapinassi, Dirigente della Direzione Generale Turismo del MiBACT.

    I partecipanti alla riunione (Presidenti o Delegati) sono stati numerosi, provenienti dalle seguenti Università (anche più di uno per ateneo): Bari, Bergamo, Catania, Europea di Roma, Firenze, Genova, Libera Università di Bolzano, Messina, Molise, Padova, Palermo, Roma Tor Vergata, Sassari, Teramo.

    1)  Nella sua presentazione, la prof.ssa Grassini ha illustrato la situazione attuale dell’offerta di formazione in Italia, considerando i Corsi di Laurea di primo e secondo livello, Master, ITS e IFTS che coinvolgono le Università.

    L’offerta triennale è basata in prevalenza sulla classe L-15 (16 Corsi di Laurea) o su classi di ambito economico (L-33). Il numero di iscritti è andato aumentando nel corso del triennio 2013-2015. L’offerta magistrale è basata prevalentemente sulla classe LM-49, ma ci sono corsi facenti riferimento al turismo anche in altre classi (aziendale, beni culturali, ecc.). Le iscrizioni alla Laurea Magistrale LM-49 denotano un trend leggermente decrescente dovuto verosimilmente anche alla disattivazione di alcuni corsi.

    I dati AlmaLaurea sui laureati L-15 e LM-49 (a distanza di un anno e a distanza di tre anni) segnalano una soddisfazione inferiore a quella generale, ma evidenziano buone performance sul mercato del lavoro, anche se vengono utilizzate solo in parte le competenze acquisite.

    L’offerta di Master universitari è rivolta esclusivamente ai laureati di primo livello (con una eccezione). I contenuti dei Master spaziano su tutti i temi del turismo: ruoli manageriali e imprenditoriali nel settore ricettivo, dei trasporti, nell’organizzazione di eventi, per lo sviluppo di prodotti turistici territoriali ecc.

    Da ricerche recenti sul mercato del turismo (vedere link http://bit.ly/2p7WSpG), si segnala per l’Italia una carenza di visione strategica dovuta, verosimilmente, ad elementi strutturali del sistema (in particolare la piccola dimensione delle imprese e la gestione a livello familiare). I datori di lavoro sono poco propensi ad assumere laureati: si ritiene che l’esperienza di lavoro sia molto più importante dell’istruzione superiore. Inoltre, anche se si riconosce che la soddisfazione del cliente viene realizzata con lavoratori motivati e professionali, in realtà c’è scarsa attenzione alla formazione per le competenze elevate.

    2) La discussione ha avuto come principale oggetto sia la comunicazione da parte dei vari Presidenti di attività, nuove attivazioni ecc. ma anche l’analisi dei punti di forza e di debolezza nonché minacce e opportunità dei corsi universitari in turismo. I principali punti emersi sono i seguenti.

    Il prof. Vito R. Santamato, Università di Bari, sottolinea le difficoltà nell’erogazione delle lingue straniere. Si tratta di un problema generale, che investe anche altri atenei che hanno visto diminuire il numero di docenti di lingua. Questa situazione ha generato concorrenza fra dipartimenti e non si trova un coordinamento a livello più alto (ateneo). La difficoltà di gestire corsi interdisciplinari all’indomani della riforma 270 era peraltro stata già sottolineata nella riunione del 2016.

    La prof.ssa Miranda Cuffaro, Università di Palermo, testimonia di aver avuto qualche difficoltà a collaborare con docenti di materie umanistiche e sociologiche nonché con gli stakeholder, nonostante sia stato attivato un Corso Magistrale in collaborazione con l’Università della Florida che fornisce anche il doppio titolo.

    Nel suo intervento, il prof. Nicolò Costa, Università di Roma Tor Vergata, ribadisce come questo genere di problemi segnalati dai colleghi derivino da aspetti istituzionali legati anche alla tendenza a formare dipartimenti monodisciplinari, che difficilmente si coordinano fra loro. Segnala inoltre come l’internazionalizzazione dei corsi non abbia ancora prodotto risultati soddisfacenti: non si attraggono studenti stranieri di elevata qualità, ma, soprattutto, pochi laureati italiani lavorano per i big players internazionali. Anche l’insegnamento in lingua inglese potrebbe essere un punto di debolezza perché molti stranieri sono interessati alla lingua e cultura italiana. Su questo punto, dello stesso parere si è espressa la prof.ssa Marina Faccioli, Università di Roma Tor Vergata.

    Il prof. Fabrizio Antolini, Università di Teramo, dichiara che l’attivazione di percorsi sul turismo in lauree di materie economiche (es. nella classe 33) ha un maggior impatto a fini lavorativi. Anche il prof. Giuseppe Avena, Università di Messina, concorda con questa opinione e informa che è stato attivato un corso interclasse con LM-77 per la Laurea Magistrale in turismo.

    Alla fine della discussione emerge, ancora e con forza, il problema del riconoscimento del valore legale delle lauree L-15 e LM.49 nei concorsi pubblici. Su questo punto il prof. Rossano Pazzagli dell’Università del Molise ha fatto pervenire una nota scritta in cui segnala una situazione ormai a tutti ben note: lo squilibrio fra settore pubblico e privato nell’assunzione di personale nel turismo. Nel settore privato, i laureati in turismo sono apprezzati mentre i bandi di concorso della PA non considerano le classi di laurea in turismo oppure usano le terminologie dei vecchi ordinamenti quadriennali ignorando di fatto non solo la riforma DM 270/04 ma anche la DM 509/99. In altri bandi della PA, l’accesso è libero a tutte le lauree, e quindi non viene attribuito il giusto valore ad una formazione specifica per il turismo.

    Alla riunione era presente anche Leonardo Sala, studente della triennale L-15, che ha fatto richiesta alla SISTUR di agire concretamente presso il MIUR.

    Il Presidente della SISTUR prof. Antonio Giusti e altri convenuti ribadiscono come nel 2015, in occasione dell’incontro di Pietrarsa, sia stato chiesto un tavolo di lavoro con il MIUR, ma che ancora non si è concretizzato niente di tutto ciò.

    3) L’intervento del dott. Francesco Tapinassi del MiBACT ha inizialmente avuto come oggetto la descrizione del Piano Strategico Nazionale del Turismo e, specificatamente, delle modalità di stesura di detto piano che hanno visto la partecipazione di numerosissimi stakeholder. In questo modo, il turismo è stato realmente collocato ai primi posti della politica economica del Governo ed è cambiato l’atteggiamento degli interlocutori. Il clima di collaborazione è stato molto buono, e il risultato è quello di un concreto documento programmatico, che prevede anche un sistema di misurazione dell’efficacia. Anche le Regioni stanno procedendo nello stesso modo: stesura di piani strategici mediante l’ampia concertazione e collaborazione degli stakeholder.

    Questo processo ha messo in luce l’importanza delle attività di dialogo sociale a livelle territoriale, che è un punto di partenza per lavorare efficacemente e concretamente per lo sviluppo sostenibile del turismo. Ci sono esperienze concrete già in maturazione come gli osservatori turistici di destinazione della Regione Toscana. Le istanze di sostenibilità richiedono lo sviluppo di una knowledge based view della destinazione. In altre parole, è necessario sviluppare un sistema di conoscenze e competenze che consenta di reagire in modo dinamico ai i cambiamenti dell’ambiente. Un modo concreto per andare in questa direzione è quello di mettere a sistema tutto ciò che contribuisce a far conoscere i fenomeni legati al turismo.

    Sul piano della formazione, il dott. Tapinassi ha sottolineato la necessità non solo di titoli di studio a livello universitario, ma che il mercato richiede fortemente un’azione di formazione continua. Il settore del turismo è costantemente in cambiamento con tempi drammaticamente rapidi: un flusso inarrestabile di nuovi saperi, fra i quali la conoscenza delle lingue è un elemento fondamentale per la competizione internazionale. Lavorare nel turismo oggi richiede competenze elevate che riguardano essenzialmente approcci al problem solving e alla padronanza delle lingue.

    In chiusura, infine, viene auspicata da tutti una maggiore collaborazione fra MiBACT e SISTUR.